Cambiamento climatico, solo sei mesi per invertire la rotta: lo dice l’IEA

Potrebbero rimanere solo sei mesi per invertire la rotta del cambiamento climatico. È quanto sostiene Fatih Birol, direttore esecutivo dell’International Energy Agency, nell’analizzare il ritmo delle emissioni nocive in questa prima fase di sblocco dei lockdown da coronavirus.

La questione è molto complessa e, come già accennato, relativa alla diffusione del nuovo coronavirus. Nei mesi più duri della quarantena si è infatti assistito a un miglioramento globale sul fronte dell’inquinamento: le persone a casa, e il traffico ridottissimo, hanno abbattuto i livelli di CO2 in atmosfera. Superati questi mesi davvero promettenti, con bassi livelli di inquinanti così come non se ne rilevavano dai primi anni ’90, potrebbe però verificarsi un paradosso.

I rischi del post-lockdown

La necessità di riavviare il prima possibile la produzione, e salvare l’economia globale, sta spingendo diversi governi ad allentare norme e limitazioni proprio sulle emissioni. Senza un’analisi profonda sul fronte ambientale, si rischia però di mandare in fumo i successi raggiunti faticosamente negli ultimi anni, accelerando i cambiamenti climatici.

Le politiche che i vari Paesi adotteranno nei prossimi sei mesi avranno effetti per i successivi tre anni. Con una spesa globale di 9 trilioni di dollari per risollevare l’economia, il rischio di una deregulation ambientale della produzione è molto elevato. Eppure, se si vogliono mantenere gli impegni degli accordi internazionali – come quello di Parigi – per evitare un aumento della temperatura globale oltre i 2 gradi, è necessario investire sulla riduzione costante e continua dei gas serra. Così ha spiegato Birol al Guardian:

I prossimi tre anni determineranno il corso dei prossimi 30 anni e oltre. Se non facciamo qualcosa vedremo sicuramente un rimbalzo nelle emissioni. Se le emissioni aumentano, è davvero difficile pensare di poterle ridurre in futuro. Per questa ragione chiediamo ai governi di pensare a piani sostenibili per il rilancio dell’economia.

Sul fronte dell’anidride carbonica, ad aprile si è registrato un calo del 17% a livello globale rispetto al 2019, proprio relativo al lockdown da coronavirus. Ma già a maggio questa quota ha superato del 5% i livelli dello scorso anno, per effetto della fine della quarantena. Proprio per questo, i prossimi sei mesi saranno critici per invertire la rotta dei cambiamenti climatici.

FonteGuardian

 

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